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Il testamento come atto di responsabilità  Grazie a questo documento si evitano complicazioni a chi rimane dopo di noi evitando che il patrimonio finisca in mani indesiderate

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C’è sempre una certa ritrosia nell’affrontare la questione del testamento, perché evoca l’evento “morte” che istintivamente ciascuno di noi rifiuta o rimanda ad un futuro il più lontano possibile.

Eppure disporre con testamento dei propri beni il più delle volte consente, se fatto in modo ragionato, di evitare contrasti famigliari e liti tra gli eredi. Consente anche, più banalmente, di evitare situazioni non volute che, per chi sopravviverà al proprio caro, saranno complicazioni di tempo e costi per pratiche da affrontare.

1) Cos’è un testamento e quali tipologie ci sono?

Il testamento è un “atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse”.

Esistono varie tipologie testamento, quelli ordinari e quelli speciali. Il più ricorrente nella pratica è quello olografo, quello che tutti possono fare senza l’ausilio del notaio. Le differenze tra le varie tipologie del resto sono unicamente di forma, perché a prescindere dalla tipologia prescelta sarà il testatore a decidere il contenuto, senza che una forma tra quelle possibili implichi dei limiti al contenuto medesimo.

2) Tutti possono fare testamento?

Ogni persona maggiorenne che abbia la capacità di agire ha la possibilità di poter disporre con il testamento (quindi anche le persone inabilitate e, di regola, quelle sottoposte ad amministrazione di sostegno). Di fatto non possono disporre con testamento le persone che sono state interdette o quelle naturalmente incapaci.

3) Che disposizioni patrimoniali posso inserire nel testamento?

Di norma, il testamento contiene disposizioni di carattere patrimoniale: il testatore decide a chi lasciare i propri beni. Non sempre però è possibile disporre di tutti i beni a proprio piacimento. Con il testamento, infatti, si possono operare scelte su quella parte del proprio patrimonio che è chiamata “disponibile”, sulla quale il testatore può disporre come meglio crede. Utilizzando la disponibile è ad esempio possibile dare più ad un erede rispetto ad un altro, posto che non esiste una regola secondo cui devono essere fatte “parti uguali”, oppure si può destinare parte del patrimonio a soggetti estranei alla famiglia, quali amici, enti benefici…

Nella maggior parte dei casi, però, esiste una quota del patrimonio che costituisce la “riserva” (o “legittima”), ovvero la parte che la legge considera intangibile e che è destinata a favore di specifici soggetti, che sono detti “legittimari” (essi sono: il coniuge o la parte di un’unione civile, i figli, gli ascendenti). Sia la “riserva” sia la quota “disponibile” variano in relazione alla composizione della famiglia.

4) Come posso capire se il testamento lede la quota di riserva e come posso evitare che il testamento venga impugnato?

Per salvaguardare il testamento da future impugnazioni è utile “simulare” la ricostruzione dell’intero patrimonio, considerando quelle che durante la vita possono essere state le donazioni fatte agli eredi (ad esempio ad un figlio sono state date somme o beni di un certo valore, un altro è stato mantenuto per anni, ecc.), in modo da essere tranquilli che il contenuto del testamento non andrà a ledere la “riserva”. Il rispetto della “riserva” infatti non implica che il testatore debba lasciare a tutti gli eredi una parte di tutti i suoi beni, essendo importante solo che il valore dei beni lasciati o donati in vita sia sufficiente a coprire il valore della quota di riserva di ciascuno.

5) Quando posso fare testamento? Lo posso cambiare o annullare?

Il testamento, sino a che permane la capacità di testare, può essere fatto e modificato in qualunque momento. Il testamento è illimitatamente revocabile, per cui in ogni momento si possono cambiare le proprie scelte. Prevale l’ultimo in ordine di tempo, e quelli precedenti conservano la loro efficacia solo in via residuale. Per fugare dubbi in caso di molteplici testamenti, è buona regola distruggere quelli vecchi o inserire nell’ultimo diciture del tipo “revoco ogni mio precedente testamento che deve considerarsi privo di effetti”.

6) Il testamento “olografo” ha particolari requisiti di forma?

Il testamento “olografo”, da un punto di vista formale, non richiede il rispetto di particolari regole. Va bene un qualunque foglio; deve essere interamente manoscritto dal testatore (quindi non può essere scritto -in tutto o in parte- con il pc, né possono essere presenti grafie diverse da quella del testatore, né può essere ricalcato un testo scritto in precedenza da altri); deve essere datato e firmato. Non deve essere vidimato, autenticato o bollato.

7) Dove lo conservo?

Per sicurezza, sarebbe preferibile consegnare il testamento a una persona di fiducia che ragionevolmente possa un domani sapere della morte del testatore e quindi procedere alla pubblicazione. Questo specialmente se si pensa che qualcuno degli eredi possa avere interesse a distruggere o tenere nascosto il testamento perché a sé sfavorevole.

8) Perché può essere utile fare testamento anche per le persone giovani e/o senza problemi di salute? Quali vantaggi potrei procurare ai miei cari facendo testamento?

Il testamento consente di evitare situazioni non volute che, per chi sopravviverà al proprio caro, saranno complicazioni di tempi e costi per pratiche da affrontare. Potrebbe sembrare paradossale ma le maggiori complicazioni nel gestire una successione si hanno quando tra gli eredi sono presenti dei minori. La successione a quel punto si intreccia con le procedure da svolgere avanti al Giudice Tutelare, tra cui l’inventario, e quindi i tempi anche solo per sbloccare i beni si allungano notevolmente (si pensi ai problemi pratici collegati non solo ai conti correnti ma anche all’autovettura intestata al de cuius).

Più in generale, poi, il testamento consente, sempre rispettando l’eventuale quota di “riserva”, di evitare situazioni di comproprietà che potrebbero generare problemi di gestione e liti. Il testamento permette anche, nell’ipotesi spesso usuale di quando si hanno più figli o nell’ipotesi in cui il testatore abbia avuto più matrimoni e relazioni, di fare quella chiarezza sulle varie donazioni che in vita per vari motivi non si sono mai volute o potute spiegare, e che poi creano la base per liti tra gli eredi. L’atto di ultima volontà consente anche, specie per chi lascerà patrimoni più complessi, di operare delle suddivisioni in linea con le inclinazioni e le strade che i diversi figli hanno intrapreso (si pensi ad un imprenditore che ha due figli, di cui uno lo ha seguito in azienda mentre l’altro ha scelto una vita professionale o lavorativa diversa). Il testamento permette, poi, di evitare situazioni complicate quando tra gli eredi c’è una persona che purtroppo (e oggi spesso accade) ha problemi economici tali da essere sottoposto a procedure esecutive da parte dei creditori. E’ possibile ad esempio prevedere che l’immobile venga lasciato al coniuge ed al figlio “senza problemi economici”, con l’obbligo di corrispondere al figlio “con problemi economici” il controvalore della sua quota a distanza di tempo (ad esempio solo nel momento in cui si venderà il bene).

9) Ci sono delle altre “regole pratiche” che è utile considerare?

Oltre al tema del rispetto della quota di “riserva”, una regola pratica che è utile seguire è quella di ipotizzare che l’erede designato non possa o non voglia accettare. Si può infatti indicare nel testamento una persona che “sostituisca” quella che non ha potuto o voluto accettare, dal momento che diversamente opererebbero altre regole nella successione che in alcuni casi potrebbero creare effetti non voluti dal testatore.

Un esempio concreto potrebbe essere quello nel quale il testatore Tizio indica come unico erede il fratello Caio, escludendo invece la sorella Sempronia con cui è in pessimi rapporti.

Al momento della morte di Tizio il fratello Caio, designato erede, non vuole o non può accettare l’eredità. A quel punto la sorella Sempronia, che era stata esclusa dal testamento, diviene erede, e si crea proprio l’effetto non voluto da Tizio. Se invece Tizio avesse previsto che “qualora mio fratello Caio non possa o non voglia accettare, in sua sostituzione nomino come erede il mio amico Mevio”, la mancata accettazione da parte del fratello Caio non avrebbe portato all’esito che si voleva evitare con il testamento. Altri accorgimenti pratici o di prudenza, infine, consigliano di evitare disposizioni che creino situazioni di comproprietà e la designazione di soggetti minorenni.

In ogni caso, per chi volesse pensare alla migliore redazione del proprio testamento potrebbe essere certamente utile -per risolvere ogni dubbio- acquisire qualificate consulenze da notai e/o da avvocati abituati a trattare la materia ereditaria.

Studio Legale Notaro

e Associati

Avv. Francesco Marco Bianchi

Avv. Matteo Notaro

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Autore:ces

Pubblicato il: 05 Maggio 2020

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